Curiosità

Che differenza c’è tra tè, infuso e tisana?

Non è una cosa alla quale si dà peso, anche perché visivamente hanno praticamente lo stesso aspetto, ma in cosa sono diversi tè, infusi e tisane? Scopriamolo.

Il tè è una bevanda che si ricava solo dalla pianta della Camellia sinensis e della Camellia Assamica. A seconda del tipo di pianta, di foglia o di trattamento si possono ottenere diversi tipi di tè (bianco, verde, nero).

L’infuso identifica, in realtà, una tecnica di estrazione dei principi attivi di fiori, foglie o frutti mediante l’immersione in acqua bollente. A voler essere precisi anche il tè è un infuso. Comunemente, però, si parla di infuso quando intendiamo una bevanda che non ha particolari principi attivi benefici, ma è scelta principalmente per il gusto. Proprio per questo molto spesso viene utilizzata la frutta.

La tisana invece è una combinazione di più piante solitamente officinali, alle quali vengono aggiunte spezie, fiori o frutti. Viene bevuta non solo per il sapore ma soprattutto per i suoi effetti benefici derivanti dai principi attivi contenuti.

Cosa abbiamo visto al Sigep 2020?

Anche quest’anno non potevamo mancare al Sigep di Rimini, il salone internazionale dei settori gelato, pasticceria, cioccolato, panificazione e caffè. La nostra attenzione si è soffermata in particolare sul settore del caffè e quindi vi raccontiamo soprattutto quella, ma abbiamo comunque dato un’occhiata in giro.

Le oltre 200 mila presenze e i 33 mila buyer esteri hanno confermato l’importanza di questa manifestazione e l’atmosfera internazionale che si respira camminando tra gli stand. Tanta internazionalità tra buyer e visitatori ma anche tanto made in Italy tra gli espositori: e quando diciamo made in Italy intendiamo non solo la provenienza geografica, ma soprattutto lo stile, la cura, l’esperienza delle aziende presenti.

Quest’anno non ci sono stati prodotti “nuovi” che hanno colpito la nostra attenzione, c’è stata più una linea di pensiero che è stata traversale e ben evidente: il filone della sostenibilità, del bio e della compostabilità. Tanti i richiami alla compostabilità di contenitori monouso, alla realizzazione di prodotti biologici, allo sviluppo di filiere controllate e certificate per l’importazione delle materie prime. Una sempre maggiore attenzione al pianeta e a come vengono utilizzate le risorse a disposizione.

Un ruolo fondamentale ogni anno è e quello dei concorsi, dal campionato italiano baristi alla coppa del mondo della gelateria. I migliori professionisti si sfidano sotto gli occhi incantati dei visitatori. E non sono mancati show cooking ed esibizioni di famosi pasticceri e chef, volti noti della tv e del web.

Insomma, il Sigep è un evento che, anno dopo anno, serve ad inquadrare la direzione, a capire su cosa focalizzare l’attenzione anche nell’attività professionale di tutti i giorni.

E allora buon lavoro e appuntamento al Sigep 2021.

Bevande in capsula al bar: vantaggi e svantaggi

Il sistema di bevande in capsula conviene o non conviene al bar?

C’è una tipologia di attività commerciale al quale è più adatto?

Da diverso tempo il concetto di “bar” non è più solo accomunato al caffè, che continua comunque a conservare il suo ruolo di protagonista indiscusso. L’offerta e la domanda di prodotti alternativi al caffè sono in costante crescita e lo sanno bene gli operatori del settore che hanno già vissuto negli anni la comparsa sul mercato di ginseng e di orzo.

Proviamo a fare chiarezza su vantaggi e svantaggi delle bevande in capsula, considerando il numero crescente di prodotti a disposizione.

⇑ VANTAGGI

1. SPAZIO 

Tanti diversi prodotti erogabili con una sola macchina. Questo aspetto garantisce sicuramente un vantaggio in termini di riduzione di spazio occupato, soprattutto in relazione al numero dei prodotti a disposizione.

2. GAMMA PRODOTTI

La gestione semplificata del sistema capsule permette ad ogni tipologia di bar di avere a disposizione una gamma di prodotti molto ampia.

3. STIMOLO DELLA RICHIESTA

Più gusti disponibili possono stimolare la curiosità del cliente e indurlo a provare bevande più particolari.

4. CONSERVAZIONE  

Il prodotto in capsula conserva immutate le sue caratteristiche organolettiche per 2 anni, senza subire l’influenza di umidità o temperatura esterna; lo stesso prodotto confezionato in busta, invece, rimane integro fino al momento dell’apertura della confezione, dopo di che va consumato in tempi brevi.

5. ZERO SPRECO 

Indipendentemente dai consumi lo spreco di prodotto è ridotto a zero.

6. VERSATILITÀ

Il sistema a capsule risulta più versatile nell’utilizzo, in particolare per piccole attività che hanno consumi ridotti di prodotto. Da tener presente anche la facilità di trasporto e spostamento in caso di eventi o catering.

7. PULIZIA E MANUTENZIONE

Le macchine non necessitano di particolare manutenzione e pulizia considerato che i residui di prodotto sono minimi.

⇓ SVANTAGGI

1. GESTIONE DI PIÙ MACCHINE

Per i locali con consumi elevati di deteminate bevande molto probabilmente sarà necessario gestire contemporaneamente due macchine: un erogatore solubile a due uscite (per esempio una GH2) in abbinamento a una macchina per capsule.

2. SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE

Le capsule utilizzate diventano un rifiuto. In alcuni casi riciclabile in altri caso no, a seconda dei materiali utilizzati dai produttori.

3. COSTO

Il costo del prodotto monoporzionato tendenzialmente è maggiore rispetto al costo del prodotto in busta.

 

Ora che abbiamo analizzato la situazione in molti dei suoi aspetti la valutazione finale spetta ad ognuno: capsule sì o capsule no? Se ritenete che possa essere adatto alla vostra attività potete provare i 10 gusti delle nuove capsule Twice Cream compatibili Dolce Gusto ® https://onlinebar.it/categoria-prodotto/solubili-caffetteria/capsule/

Sigep 2018: top e flop del salone mondiale del dolciario artigianale

Anche quest’anno abbiamo fatto un salto a Rimini per il famosissimo Sigep, la fiera internazionale del dolciario artigianale e dei settori gelateria, pasticceria, panificazione artigianali e caffè, organizzata da Italian Exhibition Group e giunta ormai alla 39° edizione.

Si respira un clima di fermento, di voglia di innovazione, di ricerca della qualità sotto ogni aspetto.

Dato il nostro settore di appartenenza ci soffermeremo soprattutto sul settore caffè e caffetteria. Il racconto è ovviamente personale e senza pretese di veridicità assoluta; vuole essere una condivisione della nostra esperienza, un modo per raccontare l’evento a chi non era presente e un modo per stimolare il confronto con chi ci è stato. Da operatori del settore ad operatori del settore, senza filtri.

TOP

AFFLUENZA – La prima cosa che salta all’occhio è l’affluenza, nazionale e internazionale. Dopo tante edizioni il Sigep conferma ancora come i mercati del caffè e del dolciario siano un importante traino per l’economia del nostro Paese. Tantissime le presenze straniere in cerca di spunti e di occasioni di confronto.

FORMAZIONE – La materia prima, le miscele, le attrezzature: tutti ingredienti indispensabili per un buon caffè al bar… Tanto indispensabili quanto inutili, se chi li usa non sa farlo al meglio. Lo sanno bene le maggiori aziende del settore che stanno puntando sempre di più sulla formazione, con corsi e seminari. L’obiettivo è quello di trasmettere agli operatori le conoscenze per fornire un servizio sempre più specializzato e professionale al consumatore.

CAPSULE – Il caffè in capsula ha da tempo cambiato le abitudini di consumo, soprattutto a casa e in ufficio. La novità è che ora, oltre al caffè, si sono imposte sul mercato anche le capsule dedicate ai prodotti alternativi al caffè come ginseng, orzo e tutte le loro varianti. Una piccola rivoluzione che sta portando i bar ad adeguarsi e a cambiare abitudini. Un top, secondo noi, perché questa nuova tendenza porterà ad una apertura di nuovi mercati e a nuovo fermento per il settore, che non guasta mai 😉

FLOP

RIDONDANZA – In verità non abbiamo trovato un vero flop, piuttosto un “flop non flop”. Nonostante si percepisca la voglia di innovazione e la ricerca dell’ingrediente o dell’abbinamento “insolito”, abbiamo l’impressione che, soprattutto nei prodotti alternativi al caffè, si stia andando verso un allineamento dell’offerta da parte di molte aziende, tanto da sembrare ridondante.